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Il Progetto Life Cobice

Riassunto

Nelle acque Italiane storicamente si trovavano tre specie di storione: Huso huso (storione ladano), Acipenser sturio (storione comune) e Acipenser naccarii (storione cobice). Le prime due specie sono considerate localmente estinte, mentre lo storione cobice viene ancora segnalato anche se sporadicamente. Di questi esiste inoltre una popolazione relegata alle acque dolci del fiume Ticino, un affluente del fiume Po, in seguito alla costruzione dello sbarramento di Isola Serafini sul fiume Po.
La causa principale che ha portato lo storione cobice sull'orlo dell'estinzione è l'eccessiva pressione di pesca. Solo in tempi relativamente recenti la legislazione ha tutelato tutte e tre le specie, vietandone totalmente la pesca. Hanno contribuito al declino della popolazione una serie di fattori, tra cui si ricorda l'interruzione della continuità fluviale, che impedendo la risalita di alcuni tratti di fiumi ha ridotto il numero di siti riproduttivi. Il ciclo biologico dello storione cobice è molto lungo, la maturità sessuale è raggiunta dai maschi a 7-11 anni, ad una lunghezza totale di almeno 80 cm, ed a 12-14 anni dalle femmine ad una lunghezza di almeno 1 m.
Lo storione cobice è stato oggetto di numerosi studi e progetti, sia di ricerca sia conservazionistici. Nel corso degli anni singole Amministrazioni sparse sul territorio, in particolare di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, si sono impegnate in interventi locali di conservazione anche con programmi di ripopolamento. La popolazione confinata alle acque dolci del Ticino è stata poi oggetto di uno specifico programma conservazionistico condotto dal Parco Lombardo della Valle del Ticino e cofinanziato dalla Comunità Europea attraverso il progetto LIFE03NAT/IT/000113. Solo con il progetto LIFE04NAT/IT/000126 è stato intrapreso uno sforzo unitario, e coordinato, su un area vasta quasi l'areale di distribuzione della specie. Tale progetto, della durata di 3 anni, ha riguardato Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Il coinvolgimento di Enti regionali, Parchi e Amministrazioni Provinciali di tre regioni è stato un presupposto di successo, in quanto lo storione cobice compie spostamenti e migrazioni su un area vasta, non sottoposta ad un'unica giurisdizione. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie a tre solide basi: l'esperienza delle Amministrazioni Pubbliche, la disponibilità di uno stock di storione cobice, la tecnologia acquisita e consolidata per la sua riproduzione ed allevamento. Gli esemplari dello stock sono stati catturati negli anni '70 nella stessa area di progetto e sin da allora mantenuti in cattività. Questo stock, e la sua progenie, hanno costituito il serbatoio unico e fondamentale per il recupero della specie. Tutti gli esemplari attualmente mantenuti ex-situ, sia da Amministrazioni pubbliche sia da privati, provengono da tale nucleo originale, i cui esemplari, ancora in vita, sono mantenuti e di proprietà dell'Azienda VIP di Orzinuovi in Lombardia, allevamento con permesso CITES. La tecnologia per la riproduzione e l'allevamento, in tutti gli stadi di vita dello storione cobice, è stata messa a punto presso la medesima Azienda che per prima, negli anni '80, ha realizzato la riproduzione in cattività con metodo incruento dell'A. naccarii. Successivamente, grazie al progetto LIFE anche presso il centro pubblico di Quinto di Treviso, in Veneto, è stata realizzata la riproduzione artificiale. Grazie al progetto LIFE04NAT/IT/000126 si è proceduto alla caratterizzazione genetica di una parte degli esemplari conservati ex-situ ed è stata messa a punto una tecnica di crioconservazione del seme dello storione cobice realizzando una banca del germoplasma.
Grazie alle riproduzioni dei due centri di allevamento è stato compiuto un importante sforzo di ripopolamento. Complessivamente sono stati seminati 162.496 esemplari A. naccarii, di cui 23.496 di lunghezza media pari a 50 cm e 900 grammi di peso, i rimanenti 139.000 esemplari sono stati seminati allo stadio di post-larve. Le semine di post larve sono state effettuate in seguito ad un ottimo successo riproduttivo dei due centri, al punto da eccedere la potenzialità degli impianti di svezzare un così alto numero di avannotti, pertanto si è scelto di liberare gli esemplari a questo stadio di vita. Prima di effettuare il programma di ripopolamento i corsi d'acqua sono stati studiati dettagliatamente, rilevando caratteristiche importanti per l'habitat per lo storione cobice, quali ad esempio granulometria del substrato, velocità della corrente e batimetria con particolare attenzione alla presenza di buche. Sulle tre regioni di progetto sono stati analizzati i seguenti fiumi: Po, Adda, Oglio, Mincio, Adige, Bacchiglione, Brenta, Sile, Piave, Livenza, Lemene, Tagliamento.
Per la valutazione del programma di ripopolamento sono state condotte sia campagne di campionamento diretto con reti ed elettropesca sia campagne di monitoraggio attraverso una rete territoriale che ha coinvolto pescatori sportivi, pescatori professionisti, volontari ed il personale dei servizi di vigilanza dei vari Enti. La rete di monitoraggio è stata preventivamente organizzata, con incontri informativi e distribuzione di materiali. Grazie a questa organizzazione in caso di cattura accidentale di uno storione era possibile avvisare con una telefonata il più vicino centro di riferimento. Appena ricevuta la segnalazione il rilevatore più vicino si recava sul posto di cattura per verificare, con apposito lettore, la presenza del microchip e rilevare le misure biometriche. In caso di assenza del microchip veniva prelevato un frammento di pinna, di circa 1 cm2, per effettuare il genetic tagging. Il genetic tagging, grazie ai risultati delle analisi di caratterizzazione genetica, ha permesso di riconoscere gli individui analizzati come progenie degli stock conservati in cattività (F0), derivanti quindi da precedenti programmi di ripopolamento, oppure come selvatici. Complessivamente su 38 animali analizzati 23 sono risultati non assegnabili alla F0.
L'organizzazione della rete di monitoraggio ha avuto anche lo scopo di sensibilizzare i pescatori, la divulgazione del progetto è però stata estesa anche alle scuole realizzando uno specifico programma di educazione ambientale in cui sono state incontrate circa 500 scolaresche corrispondenti al coinvolgimento complessivo di circa 10.000 studenti.
I risultati del ripopolamento e dei monitoraggi effettuati sia direttamente, sia attraverso la rete di rilevamento sono stati organizzati in un Geographical Information System (GIS). Il GIS è stato elaborato su un geodatabase georeferenziando sia punti di semina sia i punti di cattura, a cui sono state aggiunte le informazioni dei singoli esemplari seminati o catturati, come il numero di microchip, lunghezza, peso, genetica di provenienza, data e luogo di semina/cattura ecc. Queste tabelle sono state relazionate ai punti georeferenziati e tra loro, in modo da poter accedere attraverso il GIS a tutte le informazioni disponibili per ognuno delle migliaia di esemplari dotati di microchip.
Il presente Action Plan per lo storione cobice, è frutto del medesimo progetto, ma ha anche tenuto conto dell'Action Plan prodotto dal Parco del Ticino per la popolazione attualmente confinata alle acque dolci di quel fiume.
L'Action Plan è stato realizzato sul modello del Piano di Gestione, ed è quindi strutturato in 4 sezioni: il quadro conoscitivo; la valutazione delle esigenze ecologiche; gli obiettivi; la strategia gestionale.
Grazie a questa struttura ci si è posti un chiaro obiettivo generale: la conservazione dell'A. naccarii in uno stato soddisfacente, come definito dalla Direttiva Habitat. A questo fanno seguito 14 obiettivi di dettaglio, funzionali all'obiettivo generale: restituzione della continuità fluviale al fiume Sile; monitoraggio su alcuni fiumi delle strutture pericolose per la specie; facilitazioni al superamento degli sbarramenti; conservazione degli habitat frequentati dallo storione cobice; riduzione della competizione con il siluro; riduzione del bracconaggio; sensibilizzazione della popolazione al tema della conservazione; sensibilizzazione degli Amministratori; incremento progressivo della popolazione naturale; conservazione ex-situ degli stock; incremento della diversità genetica della popolazione naturale; incremento delle conoscenze sulla bio-ecologia; promozione di un sistema di pianificazione e programmazione regionale, provinciale e di settore; conservazione della specie nel Fiume Ticino.
La strategia gestionale ha analizzato anche la valenza dell'Action Plan inquadrandolo nella normativa, in quanto l'areale dello storione cobice copre tre diverse regioni e non si limita ai siti Rete Natura 2000. Sono inoltre state previste scadenze periodiche di revisione dell'Action Plan, allo scopo di adeguarlo all'evoluzione dello status di conservazione della popolazione naturale. In funzione di tali revisioni periodiche sono stati individuati alcuni obiettivi di dettaglio non affrontabili nella prima scadenza temporale, ma di cui sarà successivamente necessario tenere conto nelle successive revisioni.
Allo scopo di identificare chiaramente come raggiungere gli obiettivi le attività gestionali sono state schematizzate e ricondotte alle tipologie individuate nel "Manuale per la gestione dei Siti Natura 2000" del Ministero dell'Ambiente Italiano: interventi attivi (IA); regolamentazioni (RE); programmi di monitoraggio e/o ricerca (MR); programmi didattici (PD).
Ogni obiettivo è ricondotto ad una scheda strutturata con le seguenti voci: Obiettivo; Descrizione dell'attività; Tempi di realizzazione; Indicatori e parametri; Priorità; Risultati attesi; Stima dei costi; Potenziali riferimenti programmatici e fonti finanziarie; Responsabile per l'attuazione.


The Project Life Cobice

Summary

In the Italian waters there were historically three species of sturgeon: Huso huso (Beluga sturgeon), Acipenser sturio (European sturgeon) and Acipenser naccarii (Cobice sturgeon). The first two species are considered as locally extinct, while the Cobice sturgeon is still signalled, even if seldom. There is moreover a population of this species banished to the fresh waters of the Tessin river, an affluent of the Po river, due to the building of the barrage of Serafini Island on the Po river.
The main reason that brought the Cobice sturgeon to the danger of extinction is overfishing. Just in recent times legislation protected all three species, completely forbidding their fishing. Different factors contributed to the decline of population, among them the interruption of the fluvial continuity which, preventing the migration in some rivers tract reduced the number of reproductive sites. The biological cycle of the Cobice sturgeon is very long, male specimens reach sexual maturity at 7-11 years of age, with a total length of at least 80 cm, and female specimens at 12-14 years of age, with a length of at least 1 m.
The Cobice sturgeon has been object of numerous studies and projects, both of research and conservative. During the years, single Administrations on the whole territory, in particular in Lombardy, Veneto and Emilia-Romagna, have been engaged in local conservation interventions, even with repopulation programs. The population restricted to fresh waters of Tessin has then been object of a specific conservation program guided by the Lombardy Park of the Tessin Valley and co-financed by the European Community through the project LIFE03NAT/IT/000113. Only with the project LIFE04NAT/IT/000126 a common and coordinated commitment on a big area has been started, almost the range of distribution of the species. This project that lasted three years involved Lombardy, Veneto and Emilia-Romagna. The involvement of regional Bodies, Parks and Province Authorities of three regions has represented a successful prerequisite, as the Cobice sturgeon moves and migrates on a big area, not belonging to a unique jurisdiction. The project realization was possible thanks to three solid fundamentals: the experience of the Public Authorities, the availability of a stock of Cobice sturgeon, the gained and consolidated technology for its captive reproduction and breeding. The stock specimens were captured in the 1970s in the same project area and since then maintained in captivity. This stock and its descendants built the only and fundamental stock for the species rescue. All specimens now kept ex-situ, both by public authorities and private citizens, come from that original centre, whose specimens, still living, are bred and belong to the Azienda VIP of Orzinuovi in Lombardy, breeding centre with CITES authorization. The technology for the reproduction and breeding in all life stages of the Cobice sturgeon was worked out in the same facility that was the first to realize a non surgical reproduction of A. naccarii in the 1980s. Afterwards, thanks to the LIFE project, artificial reproduction was carried out also at the public centre of Quinto di Treviso, in Veneto. Thanks to the project LIFE04NAT/IT/000126 the genetic characterization of a part of the specimens kept ex-situ has been carried out and a crioconservation technique of the seed of the Cobice sturgeon has been worked out realizing the germoplasm bank.
Thanks to the reproductions of the two breeding centres, an important repopulation effort has been performed. Restocking of 162.496 Cobice sturgeon specimens has been carried out: 23.496 of them had an average length of 50 cm and an average weight of 900 gram, the remaining 139,000 specimens were put at the post-larvae stage. The post-larvae seeding has been performed following to a successful reproduction of the two centres, so that it goes beyond the plant potentiality to wean a so high number of fingerlings. For this reason the choice was to release the specimens at this life stage.
Before carrying out the repopulation program, the watercourses have been studied in detail, showing important features of the habitat for the Cobice sturgeon, as for example substratum granulometry, stream velocity and bathymetry. Particular attention has been drawn to the presence of holes.
In the three regions involved in the project, following rivers have been studied: Po, Adda, Oglio, Mincio, Adige, Bacchiglione, Brenta, Sile, Piave, Livenza, Lemene, Tagliamento.
For the evaluation of the repopulation program both campaigns of direct sampling with nets and electrofishing and monitoring campaigns through a national networtk that have involved fishermen for leisure, professional fishermen, volunteers and the staff of the security service of the different Bodies have been carried out. The monitoring network was previously organised, with informative meetings and distribution of materials. Thanks to this organisation, in case a sturgeon was accidentally captured, it was possible to signal it calling the nearest referring centre. As soon as the nearest surveyor received the call, he immediately went to the capture place to verify, with an adequate reader, the presence of microchip and to survey the biometric measures. If no microchip was present, a fin fragment of around 1 cm2 was taken for genetic tagging. The genetic tagging, thanks to the results of the genetic characterization analysis, made it possible to recognise the specimens analysed as descendants of the stocks kept in captivity (F0), deriving then from previous repopulation programs, or as wild. Out of 38 analysed animals, 23 have resulted not assignable to the F0.
The organization of the monitoring network had also the aim of awakening the fishermen, but dissemination of the project was spread also among schools, carrying out a specific program of environmental education in which around 500 school groups corresponding to the total involvement of around 10,000 students have been met.
The results of the repopulation and of the monitorings carried out both directly and through the survey network have been organized in a Geographical Information system (GIS). The GIS was developed on a geo-database with a geographical reference of the seeding points and the points of capture, to which following information has been added: information of the single specimens sown or captured, as the microchip number, length, weight, genetics of origin, date and place of seeding/capture, etc. These tables were linked with the points with a geographical reference and among them, in order to access all available information through GIS for each of the thousands of specimens having a microchip.
This Action Plan for the Cobice sturgeon is the result of the same project but it also considered the Action Plan produced by the Tessin Park for the repopulation at the moment banished to the fresh waters of that river.
The action plan was performed on the model of the management Plan and is therefore structured in four sections: knowledge framework; evaluation of the ecologic needs; aims; management strategy.
Thanks to this structure one clear general goal was set: the conservation of the A. Naccarii in a satisfying state, as defined by the Habitat Directive. To this follow 14 detailed aims that are functional to the general aim: giving the Sile river the fluvial continuity back; monitoring on some rivers of the dangerous structures for the species; facilitation to the overcoming of barrages; conservation of the habitats where the Cobice sturgeon lives; reduction of the competition with the silurus; reduction of the poaching; awakening of the population to the topic of the conservation; awakening of the authorities; progressive increase of the natural population; ex-situ stock conservation; increase of the genetic diversity of the natural population; increase of the knowledge about the bio-ecology; promotion of a regional, provincial and sector planning and programming system; conservation of the species in the Ticino River.
The management strategy analysed moreover the value of the Action Plan, integrating it in the regulations, as the areale of the Cobice sturgeon covers three different regions and it is not restricted to the sites of Natura 2000 Network. Periodical deadlines for the review of the Action Plan have been furthermore set, having the aim of adjusting it to the development of the conservation status of the natural population. Depending on such periodical reviews, some detailed aims have been selected: they cannot be faced in the first deadline, but it will be certainly necessary to consider them in the following reviews.
In order to clearly identify how to reach those goals, the management activities were outlined and organized according to the types selected in the "Manual for the management of the Nature Sites 2000" of the Italian Ministry for the Environment: active intervention (IA); regulations (RE); monitoring and/or research programs (MR); didactic programs (PD).
Each goal goes back to a structured table with the following items: Goal; Activity description; Implementation timetable; Indicators and parameters; Priorities; Expected results; Costs estimate; Potential programmatic references and financial funds; Person in charge of the implementation.